“Mamma per favore ridammi il router…”
“Perché vuoi il mio sottopentola? Mi Serve!”
Di esempi così ve ne potrei fare a bizeffe…compreso quel grande genio che una volta mi disse che al suo computer non funzionava più il porta tazza e ne voleva un altro nuovo, ma in realtà il fantomatico “porta tazza” non era altri se non il povero lettore CD.
Ad ogni modo, il santo patrono dei microchip oggi doveva essere assente quando nell’ispezionare quel modem ho fatto la macabra scoperta…ma andiamo con ordine!
Due giorni fa, in un luogo imprecisato al largo dell’Egeo, mi ritrovavo senza connessione internet, che solitamente mi veniva gentilmente “offerta” dal Wi-FI di un grazioso ristorantino adiacente a me. In verità mi offrono gentilmente anche gli olezzi della cucina e il tanfo di cadaveri fritti, ma questa è un’altra storia!
Ad ogni modo, dopo aver bevuto la più luuuunga coca-cola della mia vita seduto al bar di un aeroporto ( si esatto, per avere la possibilità di usare il Wi-FI ho fatto durare un’ora e mezza una lattina di Coca Cola da 33cl ) mi sono deciso ad intervenire in via definitiva!
All’inizio avevo offerto ai ristoratori le mie conoscenze nel tentativo, ovviamente del tutto DISINTERESSATO, di risolvergli il problema…e mi ritrovo fra le mani un modem 56k anteguerra, coperto da 20 anni di polvere e non-voglio-sapere-cosa, e un dilemma esistenziale…centralina ADSL Verso Doppino Telefonico… nel mondo normale il problema non c’è, ma qui SI! Quando ti montano l’adsl non ti mandano il solito tecnico demente che, come succede da noi, ti riduce casa ad un groviera perché ragione come Topo Gigio: il telefono è in cucina, quindi io buco in linea retta tutte le pareti per farti arrivare li il filo dell’adsl…cazzi tuoi se poi il computer lo usi in camera da letto e io sono passato nella tua vasca da bagno!
No, qui è anche peggio…arriva uno che sembra uscito da Men In Black e monta una specie di cassaforte a doppia parete d’acciaio sul muro entro la quale sigilla, con tecniche da CIA, uno schifosissimo modem/router che al confronto un nostro Pirelli sembra oro! ( si esatto! La Pirelli a quanto pare non si è limitata a fare solo pneumatici….adesso fa anche i router di Alice…che è mia personale opinione possano funzionare meglio come ruota di scorta ai motorini! ) ( no vabbè, non esageriamo…argento và!)
Questa infima creatura elettronica viene sigillata in un cavò, a mezzo metro da terra, e collegata con un doppino telefonico non standard..in pratica sembra quello di un cavo LAN!
Per mia fortuna qualcuno ha ACCIDENTALMENTE urtato con un GROSSO MARTELLO il PICCOLO CAVO, e per SBAGLIO ha ESTRATTO la creaturina, sistemandola in un luogo più opportuno….bhè sapete com’è no…se lì dov’era uno ci poteva sbattere contro, magari appesa da un’altra parte nessuno la tocca....
Fatto sta che il dilemma esistenziale di cui prima era: come fare a ficcare un doppino telefonico tradizionale in un presa LAN ? Sempre posto che poi quella presa funzioni come una normale linea telefonica da ADSL..ovvero, posto che il segnale telefonico standard ci sia! ( frenate i vostri commenti e le vostre diagnosi azzardate…non era una centralina ISDN…era proprio ADSL…;) )
La mia risoluzione è stata semplice: munitomi di un bel coltellaccio da cucina, misure 12 cm di spessore per 35 di lunghezza, ho cominciato DOLCEMENTE a SFILETTARE il cavetti come fossero petti di salmone belga e dopo aver soffritto un paio di connettori in salsa agrodolce sono riuscito a fare una specie di spina che si adattava al connettore.
Come ho fatto con il codice colore dei fili? Semplice… A FANTASIA! Non c’era modo di sapere quali fossero i colori giusti, però sapevo che me ne servivano due..quindi dopo non so quanti tentativi finalmente il miracolo…il telefono fa Tuuu---Tuuu EUREKA! La linea c’è! Ora non mi resta che chiedere i parametri della connessione e via pensavo. Ma mi sbagliavo!
Dal cuoco al cameriere al pescatore al cliente…nessuno sapeva neppure se ci fosse un numero a cui chiamare l’assistenza clienti per avere il vecchio numero di connessione. Quattro ore di lavoro inutili insomma. Ma poi, il miracolo! O meglio, la scoperta archeologica!
Mentre maneggiavo l’ormai fossilizzato modem a 56k, uno strato non meglio identificato di povere e altri detriti mi è rimasto attaccato alla mano, scoprendo una etichetta giallastra sul fondo dell’apparecchio che rivelava alcune informazioni, fra cui una nota a penna che indicava il numero di telefono assieme a user-id e password per la connessione. ( sicurezza? Che cos’è? Si mangia per caso? )
Finalmente un po’ di fortuna! E conoscendo gli indigeni del luogo, figurarsi se qualcuno si era premurato di chiudere quella casella e-mail! Sicuramente era ancora attiva e sicuramente quel numero era ancora utilizzabile…e cosi è stato!
Ma questo era l’inizio, ovvero qualche giorno fa…
Questa mattina ho deciso di praticare un’autopsia al router ADSL per capire se c’era qualcosa che potessi fare per rimetterlo in sesto, incuriosito dal fatto che tutti eludevano le mie domande sulla possibilità di vederlo o di poterlo testare.
Finalmente stamattina, complice il cuoco mezzo addormento, riesco a vedere il router…una ignobile creaturina 20x20 all’incirca, un tempo di colore bianco ora virante al giallognolo, senza alcun marchio particolare od altro. La cosa che più faceva ridere era che da questo blocchetto lego s’innalzava imponente e piena di promesse un’antenna wireless di ben 30 cm!
Della serie, il modem fa schifo…ma l’antenna! Quella si che è bella! Con i wireless non ci fai nulla, me se vuoi l’antenna la usi come mestolo in cucina!
Procedo come segue: cerco un tavolo libero a livello del bar, prendo i cacciaviti ( che porto sempre con me! ) e una piccola pila a led, e inizio la dissezione! Dieci minuto dopo smonto la scocca esterna, non senza difficoltà ( le viti erano quasi un pezzo unico con gli alloggiamenti in plastica! ) e mi accorgo di avere circa diegi persone alle mie spalle che gufano incessantemente sui miei progressi. Li guardo una per una e in perfetto stile italiano mormoro “Ma Baffanculo!”. Con la B naturalmente.
Mi rimetto all’opera: eliminata la seconda scocca arrivo alla scheda del modem, che all’apparenza era intatta. Piena di polvere ma intatta.
Rigiro il tutto e finalmente scopro la causa della morte…inquietante, quanto ovvia e ironica al tempo stesso…sul lato inferiore della piastra madre se ne stava bel bello un pezzo di spaghetto! Si esatto..una frammento di spaghetto era li, Flambè, attaccato ad un microchip…e se non fossi stato sconvolto per la scoperta avrei ancche potuto dirvi con che cosa era stato condito!
Incredulo, raggiungo il cuoco e gli chiedo come CAZZO FACESSE UNO SPAGHETTO AD ESSERE IN UN ROUTER! Che per giunta sembrava sigillato meglio dello Space Shuttle!
Lui mi guarda, sorride, e dice :” Ask to George. He knows”.
E andiamo da George allora! Il quale si rende conto della mia scoperta quando mi vede arrivare con la scatoletta del router in una mano e un cacciavite nell’altra e mi spiega ( traduco per i non anglofoni ) : “ Ascolta, avevamo un problema…era in cucina, faceva caldo, e si bloccava sempre..così l’ho aperto per fargli prendere aria…poi c’è stato un incidente con una padella, la pasta è volata..e così ha smesso di funzionare…” [Ma nooo!!!! Ma chissà perché poi!]
Io: “ Ma scusa…questo coso era sigillato a momenti!”
Lui :” si, l’ho richiuso io al volo usando un po’ di colla…volevo sembrasse integro..per la garanzia…”
Io “George, scusa…c’e scritto che è uscito di fabbrica nel 2005…quale garanzia?”
Lui “Ah…2005? Ok, niente garanzia! Però ora forse puoi aggiustarlo, giusto? Dai che ti offro una coca-cola per tutto il disturbo…”
Saranno pure matti, e cucineranno anche gli spaghetti con i ruter…ma dove lo trovi uno che se ne frega così e si mette a bere una coca-cola ? LoooL
Per la cronaca, il router ovviamente è morto e defunto, lo spaghetto flambè ha necrotizzato qualche microchip e l’acqua bollente ha fatto il resto.
Oggi è arrivato il fantomatico tecnico del’adsl, che con grande nonchalance non ha neppure chiesto di vedere il router o esaminare il problema…è entrato, ha consegnato un nuovo router nella scatola,ha detto che aveva del tempo libero e che poteva montarlo dopo, si è fatto pagare per l’intervento, e poi è andato al bar a bere qualcosa. [Della serie: economia flash!]
A me hanno detto: se lo sai montare, montalo pure tu, altrimenti lui non torna prima di un paio d’ore a finire il lavoro. Detto fatto, ho montato il nuovo router e ho spiegato al cuoco che i router soffritti non vanno molto di moda. Adesso il router è al sicuro – almeno spero – appeso a testa in giù al soffitto della cucina. (L’ho battezzato PorkNET in onore di Spiderman e in ricordo si Spider-Pork! )
Ah non ve l’avevo detto? Il router ovviamente era in cucina! Li c’era il telefono! Mi sembra ovvio! E chiuso in quel mini bunker si lamentavano che il wireless non si prendesse bene a tutti i tavoli.
La prossima volta io il mio me lo monto in frigorifero, accanto al latte… così in estate non mi da problemi di surriscaldamento!